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    I Eat Lunch Between Two Highways

    SERENA VESTRUCCI

    7 Ottobre – 30 Novembre 2013

    OTTO ZOO presenta I Eat Lunch Between Two Highways, prima personale in galleria di Serena Vestrucci, artista nata a Milano nel 1986 che ha già nel suo percorso diverse mostre in Italia e all’estero.

    OTTO ZOO apre così la sua nuova stagione espositiva con la scelta di dedicare un solo show a una giovane artista italiana, invitata a lavorare e a interpretare lo spazio della galleria con un nuovo progetto site specific.

    La mostra, che inaugura lunedì 7 ottobre (fino al 30 novembre 2013), si articola in tre gruppi di lavori inediti, considerati come un unico organismo. Anche queste recenti opere di Serena Vestrucci si diramano dal tema, centrale nella sua pratica, dello scorrere del tempo, collegato a una costante riflessione sull’attività dell’artista, sul fare e sulle sue implicazioni contestuali. Il risultato sono lavori che indagano sulla materia del colore, sulla manualità svuotata dalla funzione, che impiegano carte e altri fragili materiali e che alludono a una complessa rete di contrasti e rimandi caratterizzanti la sua intensa attività artistica.

    La testa del progetto presentato a OTTO ZOO è costituita da un atlante del tempo libero (Ritagli di tempo, 2013), una raccolta di tavole realizzate ritagliando letteralmente dei fogli di carta durante il tempo libero trascorso dall’artista nell’arco dell’estate 2013. Giorno dopo giorno, questa documentazione di momenti lascia emergere la sua contraddittorietà: a causa del suo stesso farsi nel tempo libero, l’opera diventa il ritratto del proprio tempo di lavoro.

    Al centro del corpo di opere, una tela di 85 mq prende forma dal tentativo di trasformare una cosa in un’altra attraverso un minimo scarto. In questo caso, il semplice ed elementare gesto di tagliare a pezzetti una bandiera, scomponendola, può creare una volta celeste. Un’operazione potenzialmente infinita, un disegno che si muove semplicemente per spostamenti (Strappo alla regola, 2013). Il lento gesto del tessere la tela, del cucirla, del ricamarla, propone in questo contesto di riallacciare un dialogo con quelle che erano le origini del luogo prima di essere una galleria, il magazzino dei tessuti di un marchio di moda.

    La coda di questo organismo si sviluppa infine in uno spazio generalmente non dedicato all’esposizione. Qui, una collezione di dubbi cerca di nascondersi nel deposito della galleria, insicura se uscire allo scoperto o se aspettare (Collezione di dubbi d’artista, 2013).

    Serena Vestrucci (Milano, 1986; vive e lavora a Venezia) ha presentato il suo lavoro in mostre personali presso la galleria Furini Arte Contemporanea di Roma (Tigre contro tigre, 2012) e presso lo spazio no profit di Milano IL CREPACCIO (Cose che si muovono nel crepaccio a una lentezza tale da sembrare solo campate in aria, 2012). Ha inoltre preso parte a diverse mostre collettive in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo: Padiglione Crepaccio at yoox.com, Ca’ Soranzo, Venezia, curata da Caroline Corbetta in occasione della vernice della 55ma Biennale d’Arte; Fuoriclasse. Vent’anni di arte italiana nei corsi di Alberto Garutti, GAM, Milano, a cura di Luca Cerizza; Falansterio, Spazio Morris, Milano, a cura di Guido Molinari e Opera 2011, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia.

    Ha partecipato a residenze a Belgrado (Real Presence, nKA/ICA), Venezia (Fondazione Bevilacqua La Masa), Bologna (Accademie Eventuali, realizzata da Fondazione Carisbo e Fondazione Furla, in collaborazione con il MAMbo) e Genova (AFTER THE FUTURE, Genova MaXter Program 2013).