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    Parallel Acts
    JANI RUSCICA

    16 Settembre – 13 Novembre 2010

    La galleria Otto Zoo presenta la prima personale italiana di Jani Ruscica (1978), uno dei più interessanti protagonisti della scena artistica finlandese contemporanea, apprezzato e riconosciuto in campo internazionale.

    Il suo lavoro, che si esplicita principalmente nella produzione di video, è imperniato sul concetto di identità individuale e su come essa è influenzata dall’ambiente e dalla cultura dei luoghi. Ruscica è affascinato dalla dimensione umanistica e, forse a causa del suo status di finlandese con origini siciliane, dalle relazioni continue e contraddittorie che si creano e si trasformano nei territori vissuti.

    Non a caso i suoi lavori vengono spesso realizzati in seguito a sue residenze, come il film Beatbox (2007), girato a New York dopo una lunga permanenza o l’ultimo Travelogue (2010), figlio del suo soggiorno al Camden Arts Center di Londra.

    Attratto e soggiogato dalla potenza del mezzo cinematografico, come tradizionalmente molti artisti finlandesi, Ruscica realizza film (girati in 16 mm e poi riversati in digitale) che lui vede oscillare tra i documentari sperimentali, la fiction e la video art.

    A Milano presenta Evolutions (2008), premiato l’anno scorso alla Kunstfilm Biennale di Colonia, e Beginning an Ending (2009), i suoi lavori più cinematografici, girati in studio a Helsinki, recitati da attori non professionisti, costruiti con un impianto scenico teatrale brechtiano, minimale e suggestivo, che ricorda la magia di Dogville di Lars Von Trier.

    Nel primo, 7 ragazzi tra i 16 e i 19 anni, magistralmente diretti da Ruscica, si interrogano sulle origini dell’universo, mescolando la loro immaginazione con il canovaccio originale del film. Si compongono così storie diverse che Ruscica, fedele alla struttura teatrale del lavoro, diversifica con oggetti scenici costruiti artigianalmente in studio: simboliche sculture greche, onde di cartapesta, specchi, sfere, densi di rimandi alla tradizione dell’opera lirica italiana seicentesca, riprese anche dalla sceno-tecnica teatrale e cinematografica dei più importanti maestri  del Novecento.

    Nel secondo film, 7 attori molto più anziani raccontano le loro personali visioni del futuro, frutto delle loro esperienze di vita, che diventano una riflessione amara sul presente. Ruscica ha qui scelto una scenografia più realistica e contemporanea, anche avvalendosi di soluzioni tecnologiche, mantenendo comunque una spiccata impostazione teatrale.

    Completano l’installazione in galleria i ritratti fotografici dei 14 attori: gli adulti ripresi nel backstage, i ragazzi nelle loro camere, contornati dalle immagini dei loro archetipi adolescenziali.